Oral History & Technology. Un resoconto di Caterina Pesce

Caterina Pesce ha partecipato per conto di AISO all’incontro organizzato dal gruppo Oral History & Technology dell’Infrastruttura europea CLARIN (Common Language Resources and Technology Infrastructure) a Monaco di Baviera il 19-21 settembre 2018. Caterina, dottoranda presso le università di Padova-Venezia-Verona, sta conducendo una ricerca sulla storia dell’ex ospedale psichiatrico di Arezzo utilizzando – tra le altre fonti – anche l’archivio sonoro di interviste realizzate da Anna Maria Bruzzone per il libro Ci chiamavano matti (Einaudi, 1979). 

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Il workshop del 19-21 settembre a Monaco di Baviera organizzato dal gruppo Oral History & Technology di CLARIN ha rappresentato un’ulteriore occasione per conoscere meglio gli strumenti che la tecnologia informatica mette a disposizione dei ricercatori, in particolare coloro che lavorano con materiale audio e audio visivo. Si tratta del terzo appuntamento (dopo Oxford e Arezzo): una sintesi dei vari incontri è visibile al seguente indirizzo: https://oralhistory.eu/workshops. Nel maggio 2017 ad Arezzo erano già stati presentati una serie di software che potessero agevolare il lavoro dei ricercatori relativo alla Transcription Chain (la catena di operazioni che da materiale audio e audio-visivo conduce al testo scritto e ai metadati archivistici. È da ricordare a proposito la relazione di Bianca Pastori nel sito di AISO.

A Monaco nella prima giornata introduttiva è stato possibile incontrarsi con ricercatori di diverse discipline, in particolare la storia orale e la linguistica, per comprendere meglio i molteplici approcci analitici e capire quale tipo di strumenti potrebbero interessare aree disciplinari diverse. Successivamente per l’intera durata del workshop ci sono stati presentati una serie di programmi informatici che dovevamo sperimentare.

Ad Arezzo era stata ipotizzata la creazione di un software per la trascrizione automatica facile da usare. Nell’autunno del 2017 il team di Christoph Draxler presso l’Università Ludwing Maximilian di Monaco ha cominciato a lavorare al progetto. A Monaco è stato così presentato OH-Portal, un software online che permette la trascrizione automatica dei file audio formato wav (in futuro anche mp3). Al momento solo un prototipo che grazie anche al confronto con i ricercatori potrà essere migliorato.

La possibilità di avere una buona trascrizione è direttamente proporzionale alla qualità dei file audio che si intende trascrivere. La qualità dell’audio richiede alcuni accorgimenti. È bene condurre l’intervista procurandosi un microfono che stia a poca distanza dalle labbra del parlante (sia intervistatore che intervistato o più microfoni in caso di interviste multiple), per ridurre al minimo i rumori di sottofondo. È consigliabile utilizzare programmi come Audacity o Goldwave per tagliare l’estratto che si intende trascrivere e se necessario ridurne i rumori di sottofondo e migliorarne i volumi. Questo genere di strumento ha ovviamente il vantaggio di velocizzare la trascrizione, ma come per tutti gli strumenti è necessario essere consapevoli delle conseguenze che comporta l’uso. I dati delle interviste vengono infatti inviati a server terzi, uno dei quali appartiene ad una società privata che dice di cancellarli, ma non siamo sicuri che ciò avvenga. Tutto ciò potrebbe avere delle conseguenze sul trattamento dei dati sensibili contenuti nell’intervista. L’infrastruttura di CLARIN ha al suo interno un gruppo di lavoro che si occupa dei problemi legali, etici e relativi alla privacy, di cui fa parte, per l’Italia, Silvia Calamai, e il problema dei dati sensibili è stato ampiamente dibattuto a Monaco. La richiesta di agevolazione e velocizzazione del lavoro di trascrizione che questi software soddisfano potrebbe avere delle conseguenze di cui è necessario essere consapevoli per un utilizzo ottimale di questi strumenti.

Successivamente ci sono stati presentati ELAN e NVIVO due programmi pensati per agevolare il lavoro di analisi e annotazione. ELAN è software scaricabile gratuitamente che permette di lavorare prevalentemente con materiale audio e audio visivo. Con ELAN è possibile segmentare audio e video interviste e sincronizzarle con il testo trascritto che può essere inserito nel programma o creato usando il programma stesso. ELAN permette di lavorare su specifici focus analitici “Tier” che agevolano l’analisi dei diversi dati e meta dati dell’intervista. Questa possibilità di lavorare su uno specifico “tier” risulta particolarmente utile nell’analisi di materiale audio-visivo e interviste multiple perché è possibile segmentare e lavorare sui dati di un solo interlocutore. NVIVO è un software a pagamento abbastanza complesso, che permette di organizzare e analizzare più facilmente tutto il materiale del proprio progetto di ricerca. NVIVO infatti può raccogliere dati in diversi formati: audio, video, immagini, documenti word e pdf. Questo programma è stato creato partendo dal presupposto che con l’avvento dell’era digitale la quantità di dati raccolti in diversi formati è così ampia da rendere difficile una visione d’insieme e l’individuazione delle molteplici connessioni.

Abbiamo inoltre sperimentato programmi di lettura automatica dei testi digitalizzati. VOYANT è un software online semplice e intuitivo che analizza le interviste trascritte. Una volta caricato il testo già trascritto il programma costruisce grafici e cloud che permettono ad esempio di individuare le parole più frequentemente presenti nel testo o le correlazioni fra parole. TXM è un programma scaricabile gratuitamente pensato per l’analisi quantitativa e qualitativa dei testi scritti. Questo programma particolarmente complesso richiede una grossa preparazione dei dati e una loro conversione in altri formati per poter utilizzarlo al meglio.

Nel mondo della tecnologia si sta inoltre lavorando nel campo del Social Signal Process (SSP) e dell’Affective Computing per permettere al PC di cogliere gli aspetti non verbali dell’interazione umana e riconoscere le emozioni. Piuttosto che avere una visione globale dell’intervista e individuare in essa questi aspetti, questi nuovi strumenti lavorano sul particolare, come una specifica espressione facciale o caratteristiche delle onde del suono che corrispondo ad uno specifico stato d’animo.

Per un maggior approfondimento delle caratteristiche dei programmi sperimentati a Monaco e delle considerazioni dei partecipanti al workshop si rimanda alla relazione scritta da Stef Scagliola e Louise Corti, fra le protagoniste del gruppo CLARIN.

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