Fonti orali e archivi. Tre incontri e qualche considerazione

Lo scorso mese di febbraio Aiso ha partecipato a tre incontri che hanno intersecato o messo al centro la tematica della gestione archivistica delle fonti orali nelle sue fasi di acquisizione, inventariazione, conservazione e riutilizzo dei materiali. Si tratta di una tematica cruciale perché in grado di coinvolgere professionalità e interessi diversificati intorno alla questione di come trattare e valorizzare le fonti orali già presenti negli archivi italiani o che verranno acquisite in futuro. Le riflessioni emerse dai tre appuntamenti di cui si dà conto hanno insistito in maniera unanime sulla necessità di dotarsi di standard condivisi a livello nazionale e internazionale, di creare una rete efficiente che sia in grado di supportare anche i singoli ricercatori e ricercatrici e i piccoli archivi, di fornire delle linee guida per la conservazione delle fonti orali e degli esempi di buone pratiche che mettano in luce ad esempio cosa distingue una fonte orale da una fonte audiovisiva, in una logica di dialogo tra Istituzioni.

Il 13 febbraio a Bologna, presso la Camera del Lavoro si è tenuta una giornata di studi dal titolo Lavoro, democrazia, libertà negli Archivi e nelle Biblioteche della Cgil e della Rete degli Istituti per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea aderenti all’Istituto Ferruccio Parri” promosso dalla Fondazione Giuseppe di Vittorio e dall’Istituto Nazionale Ferruccio Parri, un’occasione di incontro per discutere non solo di fonti orali, ma che intorno a questo tema ha visto convergere gli interessi di entrambe le istituzioni. Stefano Bartolini, nella sua doppia veste di archivista e membro del direttivo AISO, ne ha scritto un resoconto che si può leggere qui.

Ad Arezzo, tra il 14 e il 16 febbraio, si è svolto invece il XV Convegno dell’Associazione Italiana di Scienze della Voce (AISV) “Gli archivi sonori al crocevia tra scienze fonetiche, informatica umanistica e patrimonio digitale” il cui programma è consultabile qui. Il convegno è stato preceduto da un tutorial – “Creating, Managing and Analysing Speech Databases using BAS Services and Emu” – condotto da Christoph Draxler e Florian Schiel (Phonetik und Sprachverarbeitung – LMU München) e organizzato con il supporto dell’infrastruttura CLARIN. Il tutorial, dedicato alla presentazione e alla discussione di alcuni degli strumenti utili a chi lavora con le fonti orali, come già lo erano stati i due appuntamenti di Arezzo (2017) e Monaco (2018), ha costituito un momento di formazione per alcuni/e oralisti/e presenti che si sono confrontati con diverse risorse per l’analisi dei dati sonori. Un loro resoconto è disponibile qui.

Nel corso della Tavola rotonda, comprendente i rappresentanti di numerose istituzioni e associazioni che lavorano con le fonti orali, si è parlato, tra le altre cose, dell’importanza di adottare standard di metadatazione omogenei a quelli europei nella costruzione dei database (come per esempio il portale Europeana), ci si è posti l’obiettivo di arrivare a produrre delle linee guida per la conservazione adottabili anche dai piccoli archivi, di individuare luoghi/sedi disponibili e attrezzati ad accogliere gli archivi orali prodotti dai ricercatori, infine si è discusso dell’esistenza sul mercato di tecnologie già molto avanzate di riconoscimento automatico del parlato. Tra gli interventi, segnaliamo quello di Maria Francesca Stamuli, della Soprintendenza archivistica della Toscana, che ha richiamato l’attenzione sulla necessità di mantenere il “vincolo archivistico”, cioè il legame tra le singole fonti orali (registrazioni) con il contesto che le ha prodotte, ovvero le note di campo, le schede di corredo ed eventuali altri documenti prodotti o raccolti nel corso della ricerca.

Infine il 19 febbraio alla Casa della Memoria di Milano si è tenuta una riunione che ha visto intorno ad un tavolo una ventina di rappresentanti della rete degli Istituti per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea, i quali hanno illustrato le proprie esperienze con la storia orale, la consistenza e il carattere dei propri fondi d’archivio sonori e audiovisivi. Ne è emerso un quadro eterogeneo, alcuni (come l’ISEC di Sesto San Giovanni, rappresentato da Sara Zanisi, e l’ISTORETO, rappresentato da Elisa Salvalaggio) sono delle eccellenze a livello nazionale in termini sia di ricerca che di lavoro sui propri archivi, da altri viene invece una richiesta di informazione e formazione sulla metodologia di raccolta delle fonti orali. Per questo è stato deciso di avviare in prima battuta un censimento degli archivi orali presenti negli Istituti, raccolta che si dovrebbe concludere prima dell’estate; in parallelo dovrebbe costituirsi un gruppo di lavoro ristretto con il compito di stilare un vademecum per la conservazione delle fonti orali che possa diventare un punto fermo sulle “buone pratiche” di conservazione (concreta), descrizione (minima) e riuso (corretto) degli archivi orali condiviso tra tutti gli Istituti della rete.

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